Primo giorno – lunedì 6/5 Percorso: Cavo – Porto Azzurro Durata: 8 ore Lunghezza: km 17,6
Si parte dal Cavo, il piccolo borgo marinaro che guarda la costa toscana e si inizia a salire verso Monte Grosso circondati dal mare, dai colori e dai profumi della macchia mediterranea. Una piccola sosta per ammirare il panorama che domina i tre isolotti che si specchiano nel canale di Piombino – Palmaiola, Cerboli e l‟isola dei Topi – e per scattare una foto a tutta la costa toscana, il lato a nord della costa Elba fino all‟Enfola, con una buona visibilità si possono immortalare anche i profili dell‟isola di Capraia e della Corsica. Sulla prima vetta elbana della Gte c‟è anche il “semaforo”, una postazione militare utilizzata
durante la seconda guerra mondiale. Si scende lungo la valle delle “Fiche” per risalire su Monte Strega,
un‟altra vetta che regala panorami sulle ex miniere di ferro. Ci si mantiene in quota per arrivare a Monte
Capannello che domina le baie di Nisporto e Nisportino a nord e a sud il Paese di Rio nell‟Elba. La vetta
più alta della prima tappa della grande traversata elbana è Cima del Monte (516 metri) raggiunta la
quale si può ammirare tutta l‟Elba orientale, il castello del Volterraio e tutta la baia di Portoferraio. Si
continua il sentiero fino ad arrivare a Monte Castello dove si apre alla vista la valle di Monserrato, dove è
incastonato fra le rocce il Santuario spagnolo che porta lo stesso nome. L‟arrivo nel paese di Porto
Azzurro, conosciuto per la Fortezza Spagnola, il suo porto e per il carcere chiude il primo giorno di
viaggio.

Secondo giorno – martedì 7/5
Percorso Porto Azzurro – Marina di Campo
Durata: 8 ore
Lunghezza: km 15,5
Si parte da Porto Azzurro e si inizia con un saliscendi che attraversa la Valle del Botro e quella del
Buraccio. In queste zone i terreni sono destinati all‟agricoltura con la coltivazione di ulivi e vigneti. La
prima vetta da conquistare è quella di Monte Orello che si apre ad uno stupendo panorama: a nord c‟è la
città medicea di Portoferraio e a sud Golfo Stella. Si arriva fino a Colle Reciso e da lì, percorrendo una
vecchia strada militare si arriva fino a Poggio del Mulino a Vento, un luogo suggestivo, dove si può
ammirare tutta la bellezza del golfo di Lacona. Al termine di questa carrareccia ci troviamo sulla strada
provinciale che unisce Marina di Campo a Lacona. La attraversiamo per immetterci sul sentiero che ci
porterà a Monte Tambone, un luogo selvaggio e pieno di fascino dal quale si scoprono le spiagge più
belle della zona centro sud dell‟Elba. Si prosegue, sempre in quota, fino a Monte Fonza. E‟ arrivato il
momento di scendere sul mare, nel golfo di Fonza. Spiaggia di ciottoli, poco frequentata perché
raggiungibile solo da una strada sterrata è il luogo ideale per fermarsi su uno scoglio e godersi un po‟ di
silenzio. Dal lato ovest della spiaggia riprende un sentiero stretto, immerso nella macchia mediterranea
che si inerpica sulla costa regalando l‟immagine dell‟isola di Montecristo sulla linea dell‟orizzonte.
Si raggiunge così la piccola baia di Ischia, lo scoglio di Porto Caccamo e dopo poche centinaia di metri
si scopre la spiaggia dorata di Marina di Campo.

Terzo giorno – mercoledì 8/5
Percorso: Marina di campo – Poggio
Durata: 7 ore
E‟ la tappa del nostro viaggio che ci porta a scalare la montagna più alta dell‟Elba, il monte Capanne
(1019 metri). Si parte da Marina di Campo, un paese a forte vocazione turistica. Fin dal Medioevo con il
Comune di Campo si indicavano i due paesi collinari di San Piero e Sant‟Ilario. Il nucleo urbano storico si
è sviluppato intorno alla Torre. Ed è proprio dal vecchio sentiero che collegava Marina di Campo ai paesi
collinari che si raggiunge San Piero conosciuto dai tempi più antichi per le cave di granito, alcune attive
fino ai giorni nostri. Dopo aver attraversato il paese si arriva ad un‟ampia zona pianeggiante dopo una
rapida salita. Da questo luogo, chiamato le Piane, si gode un‟ampia vista sul versante sud dell‟isola e su
tutto il golfo di Marina di Campo. Da lì si prosegue circondati da macchia bassa fino ad arrivare all‟antico
Mulino di Moncione, una struttura ancora ben conservata, rimasta attiva fino ai primi del „900. Da lì si
continua a camminare attraversando una zona segnata da un‟antichissima attività estrattiva con la
presenza di numerose colonne di granito di epoca romana e si arriva ai 548 metri di Pietra Murata, un
luogo dove storia e natura si incontrano in perfetta simbiosi. L‟enorme masso di granito è stato usato
nell‟antichità come torre di avvistamento, c‟è un panorama mozzafiato e non è raro incontrare mufloni. Si
prosegue in direzione ovest fino a raggiungere le Macinelle, due strutture semicircolari in pietra, strutture
pastorali tipiche del versante sud occidentale dell‟isola. Arrivati al colle della Grottaccia dove non è raro
veder volare il corvo imperiale proseguiamo verso il punto di incontro di vari sentieri che salgono sulla
vetta del Capanne, le Filicaie. Lasciandosi alle spalle la valle di Pomonte, il paese elbano che aveva più
contatti con la Corsica, si inizia la salita per arrivare al Monte Capanne lungo un costone di granito. Ecco
che dai 1019 metri della vetta che domina tutta l‟isola si apre un panorama a 360 gradi. Un osservatorio
eccezionale dal quale ammirare l‟Elba e tutte le isole dell‟arcipelago e non solo: a sud Pianosa,
Montecristo, il Giglio e la costa sud della Toscana. Ad ovest la Corsica, Capraia e Gorgona. Solo allora
si decide di scendere verso Poggio attraverso in sentiero che si snoda tutto in discesa tra la macchia
bassa di cisti, corbezzoli ed erica e grossi massi granitici. Si arriva al piccolo paese incastonato fra le
montagne elbane, da sempre meta turistica ed escursionistica. Napoleone, durante il suo esilio elbano,
fu un assiduo frequentatore del borgo elbano e, dopo di lui, lo scelsero come luogo di vacanza, nel
tempo, personaggi del calibro di Winston Churchill, Greta Garbo e Giorgio De Chirico.

Quarto giorno – giovedì 9/5
Percorso: Poggio – Pomonte
Durata: 8 ore
Lunghezza: km 19,5
Un viaggio attraverso l‟antica via di comunicazione elbana che univa i paesi di Poggio e Marciana con
Pomonte. Un viaggio da nord a sud attraverso il sentiero che fino a pochi decenni fa era l‟unica strada di
accesso tra i borghi occidentali. Si parte dalla piazza di Poggio e si percorre un sentiero immerso nei
castagni per raggiungere il romitorio di san Cerbone, un luogo di culto caro agli elbani edificato dai
monaci benedettini intorno al 1400 per ricordare l‟omonimo santo, vescovo di Massa Marittima che fuggì
all‟Elba durante le incursioni Longobarde. Si racconta che si rifugiò sulle pendici del Capanne e che
passasse le sue notti in una grotta scavata nel granito, oggi chiamata la grotta del Santo. Uscendo dal
bosco di castagni ci si incammina lungo un sentiero largo ed agevole che attraversa tutta la valle di
Pedalta. Si arriva, all‟ombra di una pineta, ad incrociare un sentiero di granito. E‟ la via crucis che porta
alla Madonna del Monte, altro luogo di culto caro agli elbani. Quella strada stretta di granito fu
frequentata spesso da Napoleone durante il suo esilio elbano. Lì andava per ammirare la sua Corsica e
quello era il luogo che aveva scelto per incontrarsi con la sua amante, Maria Walewska. Lasciato alle
spalle il santuario si prosegue verso il masso dell‟aquila, un punto panoramico dal quale si domina la
costa occidentale dell‟isola. In quel luogo si racconta che Napoleone avesse collocato un telegrafo ottico
con il quale comunicava con la vicina Corsica. Si prosegue il cammino immersi nella macchia
mediterranea fino ad arrivare a Serra Ventosa, una sorta di altipiano dove ci sono tracce di caprili e una
vista mozzafiato. Nei mesi di primavera la ginestra di salzmann regala agli occhi uno spettacolo di
grande bellezza perché ricopre come un tappeto con i suoi fiori gialli interi massi di granito.
Si inizia a scendere per incontrare un ecosistema più umido, quello della valle del Bollero con la sua
sorgente. Qui la vegetazione è più ricca, ci sono i castagni e i lecci e si risale lentamente per
raggiungere la vetta del Troppolo che prende il nome da un enorme masso di granito che ricorda
l‟utensile di legno usato anticamente per la spremitura dell‟uva. Si prosegue verso Pomonte. Quando si
arriva a “La Terra” si attraversano i resti di un villaggio medievale. Un luogo da sempre scelto
nell‟antichità per segnalare il pericolo che poteva arrivare dal mare attraverso segnali di fumo. Si vedono
ancora i vecchi terrazzamenti che caratterizzavano il villaggio. Si inizia a scendere attraversando la Valle
di Pomonte con tutta la sua biodiversità di flora e fauna. Tutti i resti dei vecchi terrazzamenti, in gran
parte abbandonati raccontano le origini contadine di tutta la zona.
l'isola d'Elba ha una grande trazione enologica, fin dai tempi romani la vite è stata coltivata
sull'isola e il vino veniva addirittura esportato. Negli ultimi anni abbiamo avuto un ritorno alla
tradizione e molti sono i vitigni D.O.C. D.O.C.G.
A fine percorso sarà possibile effettuare una sosta in Aziende Agricole rinomate e degustare i
vini abbinati ai prodotti tipici del territorio.

Le quote comprendono: 
 
 Passaggi marittimi solo passeggeri da Piombino a Portoferraio a/r:  5/5 da Piombino a Portoferraio con Toremar delle ore 14.30  10/5 da Portoferraio a Piombino con Toremar delle ore 10.00  Assistenza in arrivo sul porto di Portoferraio.  Materiale informativo destinato al capogruppo.  Una cartina del Parco Nazionale con la sentieristica dell'Isola d'Elba.  Trattamento: n.04 pensioni complete con cestino + n.01 mezza pensione, dalla cena del primo giorno alla prima colazione del giorno di partenza, con bevande incluse al cestino ½ minerale e alle cene ½ minerale + ¼ di vino.  5/5 – cena e pernottamento  6/5 – colazione, cestino lunch, cena e pernottamento  7/5 - colazione, cestino lunch, cena e pernottamento  8/5 - colazione, cestino lunch, cena e pernottamento  9/5 - colazione, cestino lunch, cena e pernottamento  10/5 - colazione  Drink di benvenuto.  Trasferimenti in pullman:  5/5  – Portoferraio/Hotel  6/5  – Hotel/Cavo e Porto Azzurro/Hotel  7/5  – Hotel/Porto Azzurro  8/5  – Poggio/Hotel  9/5  – Hotel/Poggio e Pomonte/Hotel  10/5 – Hotel/Portoferraio  Iva e assicurazione responsabilità civile. 
 
Le quote non comprendono: 
 
 Viaggio in pullman fino a Piombino e ritorno come sotto indicato  Servizio guida sull‟isola (come detto sopra)  Ingressi, mance, bevande extra a quelle previste  Tutto quanto non previsto in dettaglio 
 
 
VIAGGIO: 
 
 In Pullman: Partenza da Alassio – fermata autobus giardini del Comune - alle ore 8.00 di domenica 5/5/2019 e soste a Albenga – piazza del Popolo alla fermata autobus - , Loano – fermata autobus poco prima di piazza Vallerga - Savona – davanti all‟autogrill al casello A10 -; idem al ritorno.  Costo totale A/R per n. 34 passeggeri pari a € 60,00 ciascuno. 
 
 Traghetto : da Piombino a Portoferraio 13.30 - 14.30 – 14.55 – 15.30 – 16.30.        : da Portoferraio a Piombino ore 10.00 

HOTEL SANTA CATERINA Marina di Campo - Viale Elba 85, 57034 Marina di Campo (LI) 
 
TELEFONO : +39 0565 976452 EMAIL : santacaterina.elba@gmail.com SITO: http://www.hotelsantacaterina.com/index.php 
a destra il PDF con tutte le info